Nei boschi di Invorio la passeggiata-terapia di medici e pazienti

di Vincenzo Amato pubblicato su “La Stampa – Cronache di Novara”, venerdì 5 Giugno 2025

Curare è fondamentale ma, lasciata la corsia dell’ospedale, bisogna continuare a prendersi cura delle persone. 

È il progetto che da anni vede impegnato il personale sanitario – dal primario, il dottor Stefano Cusinato, a medici e infermieri – dell a nefrologia dell’Asl di Novara nell’ospedale di Borgomanero. Anni fa, all’epoca primario era Augusto Cavagnino, è nata l’associazione
Pronefropatici Fiorenzo Alliata con l’intento di aiutare le persone con malattie renali anche fuori dall’ambito ospedaliero.

Una missione che vede il personale impegnato su diversi fronti, da volontario, aiutando chi è in cura perché dializzato o ha subito un trapianto, a condurre una vita normale: dalle borse lavoro per chi ha difficoltà a causa della patologia a trovare occupazione; alla ricerca con borse di studio, alla sensibilizzazione sugli stili di vita per evitare di ammalarsi.

Tra le iniziative c’è la camminata non competitiva «A Spasso con Ren’é» che ogni anno si svolge a Mescia di Invorio grazie alla collaborazione dell’associazione Le volpi d’Invo, Aido, Aned e il patrocinio di Comune di Invorio e Asl Novara. 

Una passeggiata nei boschi del Vergante, poi tutti a tavola con l’aiuto degli chef di Armeno e degli stessi medici che, smesso per un giorno il camice, mettono il cappello da cuoco e poi servono a tavola pazienti e familiari. «Curare è importante ma abbiamo il dovere di prenderci cura dei pazienti anche quando tornano a casa – dice Stefano Cusinato, direttore della Nefrologia di Borgomanero – Tutte le volte che possiamo, come in questa occasione, ci troviamo insieme, medici, pazienti e famiglie, perché anche così passa il messaggio che bisogna curarsi anche fuori dall’ospedale ».

Si abbatte anche così quella spesso si crea tra il malato e chi cura. Medico e infermiere diventano amici, è quel giovane  in jeans o quella ragazza con la gonna a fiori con cui hai camminato una domenica di primavera, chiacchierando del più e del meno, degli interessi comuni.

Il medico diventa un amico e si crea quel rapporto di fiducia fondamentale quando il giorno dopo il paziente torna in ospedale per una cura o la dialisi.

Quest’anno erano quasi 200 le persone che hanno fatto la passeggiata nei boschi di Invorio. «Sotto il profilo clinico dobbiamo curare
e lo facciamo in ospedale – prosegue Cusinato – però la parte umana è altrettanto importante. Il paziente che esce da nefrologia deve sapere che anche a casa non è solo e quando è in difficoltà e ha bisogno gli siamo accanto, e tutti i giorni dell’anno». Al reparto fanno
riferimento 120 trapiantati di rene, un centinaio di dializzati e altrettanti pazienti seguiti in ambulatorio.

 

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